Giugno 2021

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno — maggio, giugno — è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, — mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori — colori-ali; — tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio — di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.

                                                                     Yiannis Ritsos

3 giugno 1969 – Karlòvasi – Samo

(da “Pietre ripetizioni sbarre”, Einaudi – Trad. di Nicola Crocetti)

 

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