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A causa del protrarsi della forzata inattività e chiusura della nostra sede, desideriamo tenere vivo il rapporto con tutti, soci e frequentatori, tramite articoli, video o musica che possano suscitare riflessioni e scambio di esperienze tra di noi.

I soli soci, accedendo all'area riservata, visualizzeranno sotto a ciascun contributo un riquadro in cui potranno scrivere un riscontro e leggere quelli degli altri.

cielo trasparente

Carissimi,

proseguiamo il nostro percorso invitandovi a leggere le riflessioni dei Gruppi "La storia siamo noi" e "La coscienza del Fondatore".

Ricordiamo a soci e frequentatori l'importanza di lasciare un loro riscontro, affinché ci si mantenga davvero in contatto.

Buona lettura

La Segreteria

"La coscienza del Fondatore"

P.N.

Nei tempi meno tecnologici di quello in corso, a Milano il lunedì alle 19 aveva luogo l’incontro intitolato “La coscienza del Fondatore”: l’incontro aveva carattere meditativo e ripercorreva passo-passo “La ricerca Spirituale” di CASTELLANI.

Io ne ero il promotore con N.F., E.P., S.B. e C. mia moglie; con il sopravvento del virus chiamato Corona e somigliante a un mazzo di fiori, abbiamo dovuto convertirci alla comunicazione via internet (Skype o Zoom) cioè ci vediamo in faccia virtualmente. 

L’effetto benefico di questo rimedio tecnologico è stata la estensione a Soci e Amici lontani: nel gruppo sono entrate dalla Puglia le sorelle A. ed E. (mie nipoti) e dal Veneto M.S..
Poi si sono uniti senza costanza altri due Ricercatori (Yoga) amici di M..

Se qualcun altro, leggendo questa breve relazione, volesse aggregarsi, sarà il benvenuto.

Grazie
P.

S.B.

Ho deciso di aderire all'invito di P.N. di leggere meditativamente "La ricerca spirituale" di Castellani nella convinzione che ritornare su testi anche già letti più di una volta sia l'occasione - soprattutto se poi è fatto in un gruppo - di raggiungere una profondità maggiore di intendimento e quindi, indirettamente, di misurare il percorso compiuto.

In autunno abbiamo cominciato i nostri incontri in cinque, e abbiamo proseguito fino alla dolorosa interruzione per l'epidemia: abbiamo allora deciso di proseguire con incontri in streaming che si sono arricchiti della partecipazione di altri interessati dalla Puglia e dal Triveneto.

E' quindi una ricerca molto intensa su un testo di importanza capitale del Fondatore, che mi sta facendo fare - con l'apporto di tutti - passi significativi nella conoscenza di me stesso.

N.F.

Ho aderito all’offerta di P. perché la ritengo un’occasione per approfondire insieme il pensiero di Castellani, per riscoprire con occhi nuovi i suoi insegnamenti, per riscoprire le mie radici spirituali che ho sviluppato in 50 anni di vita nella sua creatura che è il Centro Coscienza.

Ne sto ricavando la gioia di provarmi ad affrontare la mia difficoltà a dialogare, ad essere con l’altro anche se - o proprio perché - mostra una visione e un’esperienza diversa dalla mia, perché mi offre la possibilità di ampliare il mio orizzonte e di offrirgli la stessa possibilità.

Ne sto ricavando la gioia di affrontare e provare a sciogliere i miei conflitti interiori, cogliendo l’occasione dai miei conflitti con
l’altro.

Grazie ancora per l'iniziativa.

E.P.

Condivido quanto trasmesso da N.. Vorrei aggiungere che le occasioni sono importanti nonostante le avversità.

Il fare questo lavoro in condizioni così particolari ha avuto l’arricchimento di voci di altri luoghi coinvolte da P.: sensibilità vere, profonde, arricchenti.

E poi il pensiero di Castellani arriva con i nuovi mezzi. E teniamone conto per il futuro. 

Per me questo è particolarmente bello e mi sprona a incontrare eventi, persone e luoghi per rivivificare e ampliare la mia coscienza.
E.


 "La storia siamo noi"

Carissimi, in risposta al colloquio virtuale avvenuto il 30.4, vi inoltro le mie riflessioni di conduttore, condivise dal gruppo, in un momento così particolare.

Dopo aver riflettuto ho deciso che ognuno possa usufruire di un indirizzo unico per scrivere e leggere, affidando l’esecuzione di questo mezzo ad un socio.

La differenza tra il colloquio ad personam e questo mezzo ha il limite di uno scambio limitato nel dialogo diretto, ma ha il grande potere di affinare la propria esperienza nell’espressione scritta evidenziando l’analogia fra il vissuto e l’opera di un Grande, Van Gogh, e il nostro vissuto, offrendo la possibilità di uno scambio con le altre ricerche.

Dopo le prime titubanze, gran parte dei partecipanti ha cominciato a scrivere le proprie consapevolezze aprendo così un dialogo e un avvicinamento fra noi attraverso un contributo sempre più quantitativo e qualitativo degli scritti.

Ho scritto loro che a poco a poco stiamo abbandonando le nostre pigrizie, le nostre timidezze e le paure del giudizio, aprendo l’animo al diverso, che stiamo creando un diario pubblico, un lavoro non consueto che, se guardate bene, segna una tappa importante della nostra vita: è come se stessimo facendo degli autoritratti della nostra interiorità in questo momento di vita oltretutto molto impegnativo a causa del coronavirus.

 
Cito l’esperienza di un socio per meglio intendere ciò che sta avvenendo: 

Nell’osservare l’autoritratto di Van Gogh mi si pone l’analogia nel confronto fra ciò che per me esso esprime e un percorso da me compiuto dopo il raggiungimento dell’ evidenza che la realtà ‘fisica’ è rappresentazione. (…) 
Quell’ esperienza che è mia come di tutti gli uomini; quella di sentirsi al presente lo stesso essere che si era nel passato e che si sarà nel futuro, anche se la scienza ci dice che in  un istante siamo altro rispetto ad uno precedente, che siamo sempre cambiati e sempre cambieremo. Il ‘soggetto’ non è quindi un’entità materiale; esso origina la  rappresentazione di quello che chiamiamo 
realtà, oltre che sul piano fisico,  su quello del pensiero scientifico,  psicologico, filosofico, storico, ecc…,  ma anche sui diversi piani delle  relazioni con gli altri esseri, fra cui quello dei sentimenti, creando nell’insieme forme di conoscenza, e ne trae valori e principi che orientano la sua volontà nelle  decisioni. Pertanto per l’individuo esso è origine della conoscenza, sia rivolta al mondo e sia, tramite il pensiero riflesso, rivolta a se stesso. T. Castellani lo chiamò Coscienza”.
 
Ci aiuta inoltre l’assimilazione, in questo periodo di vita, del nostro eroe nel linguaggio pittorico impressionista e post-impressionista nel suo processo d’individuazione con il mondo tanto da fagli proferire: «A momenti, mi accorgo di possedere una terribile lucidità in quei giorni in cui la natura è meravigliosa. Sono appena cosciente di me stesso e il quadro mi viene come in un sogno». Ed esclama, estasiato: «Dopo tutto, la vita è incantevole!».

L’incontro con altri linguaggi può essere analogo all’incontro con altre esperienze di vita che ci ampliano nel nostro procedere conoscitivo, evitando di cadere, quando riusciamo ad essere concentrati, nei tempi accelerati delle società moderne (vedi quella che stiamo vivendo) che producono alienazione.
 
Riassumere l’intensità del dialogo di un gruppo è difficile, ma spero di avervi trasmesso un minimo dell’esperienza interiore che stiamo compiendo.

Un caro saluto.

G.

 

 

 

 

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